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POLDI LAB

Il PoldiLab, costituito dai Giovani del Museo Poldi Pezzoli sotto la guida della dott.ssa Stefania Rossi, responsabile della promozione del Museo, e con la consulenza del professor Giuliano Gaia, docente di Comunicazione Digitale per le Arti presso l'Università IULM di Milano e Co-founder di InvisibleStudio, consiste in un laboratorio dedicato alla sperimentazione di nuovi linguaggi, non necessariamente digitali, di supporto alla visita al Museo e finalizzati al coinvolgimento del pubblico.

L’attività di laboratorio, realizzata mediante moduli formativi con focus di approfondimento, workshop sperimentali, prototipazione e testing dei prodotti secondo la metodologia Design Thinking, permette sia ai giovani di acquisire nuove skills fondamentali per il proprio percorso formativo, che al Museo di testare con utenti giovani nuove tecnologie e format inediti. Questo metodo è stato applicato per l’innovativo Chatbot game e per le visite guidate virtuali.

CHATBOT GAME

Attraverso il Chatbot game, realizzato da InvisibleStudio per il Circuito delle Case Museo di Milano e con il supporto di Accademia di Brera e Università IULM, si conduce il visitatore in una caccia al tesoro virtuale, facendogli spostare l’attenzione dallo smartphone alle opere del museo e facilitando la possibilità di engagement e il ricordo dell’esperienza vissuta.

 

Il Chatbot è stato testato dai ragazzi, che ne hanno prodotte diverse versioni, ed è stato presentato in conferenze di settore a Londra, Berlino e Vancouver riscuotendo grande interesse. È stato anche oggetto di ricerca da parte del King’s College di Londra come modalità innovativa di coinvolgimento del pubblico. Il progetto è stato finalista del premio Innovazione e cultura dell’Osservatorio del Politecnico di Milano.

VISITE GUIdate virtuali

Anche le visite guidate virtuali, in cui due giovani storiche dell'arte hanno esplorato le collezioni del museo su Google Arts&Culture, condividendo lo schermo con i visitatori in remoto, connessi attraverso un software di videoconferenza, sono state testate e promosse dal Gruppo Giovani. L’obiettivo del progetto non era solo di adattarsi velocemente al nuovo scenario sociale, ma anche di amplificare le relazioni con target lontani e inediti grazie all’integrazione dell’offerta culturale.

La sperimentazione è riuscita e da qui è iniziata una significativa e stimolante esperienza che ha visto impegnati i ragazzi nello sviluppo della proposta in svariati ambiti, dal pubblico di stranieri ai pubblici fragili con una attiva collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi.

 

Attualmente sono in programma progetti sperimentali inerenti a realtà aumentata e progetti neuroscienze con metodologia didattica STEAM.